Comune di Sanguinetto [Italy]


June 6, 1997

COMUNE DI SANGUINETTO

PROVINCIA DI VERONA
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

SESSIONE straordinaria di prima convocazione

Oggetto: COMMEMORAZIONE DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI. PROVVEDIMENTI.

COMUNE DI SANGUINETTO

PROVINCIA DI VERONA

IL SINDACO - PRESIDENTE

Illustra all'Assemblea l'iniziativa assunta dall' A.N.C.I. Veneto che, nella soduta del 06.06.1997, nel prendere atto del documento di solidarietà per il popolo Armeno presentato del Sindaco di Camponogara, ha raccomendato l'invio ai Comuni della Regione affinchà tale documento venga approvoto dai rispettivi Consigli Comunali e inviato successivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli esteri e all'ANCI stesso;

Il Consigliere Cailotto (Gruppo "La Rondine") dichiara la propria ostansiore, in quanto, pur assundo d'accordo sulle motivazioni, ritione che una delebera di Consiglio abbia ben poca importanza.

Il Consigliere Accordi G. (Gruppo "Sangunetto ECCO") dichiara di condividere la cosa in se, ma di ritenere che ci siano molti aliri problemi, di maggiore gravità, di dui l'ANCI si dovrobbe occupare.

Il Consigliere Mattioli (Gruppo 'Polo per Sanguinetto") osserva che l'iniziativa è stata presa dal Comune di Componagara e si domorda se ogni votta che un Comuna propone qualcosa, si debba perdere tempo a fare deliberazioni. Comunica, infine, riterando la celiterazione inutile, la propria astensione.

Il Sindaco riprende la porola per osservare che quallo Armeno è un popolo che da tanto tempo subisce soprusi, che è giusto ricordarlo e che essere solidali non è ura perdita di tempo.

Il Sandaco da poi lettura del testa del documento;

Ricordato che ricorre l'anniversario dello sterminio del popolo armeno, organizzato e realizzato dal Governo dei 'Giovani Turchi' nel 1915.

Afformato che non c'erano, non ci sono e non ci seranno popoli criminali. Criminali sono gli organizzatori, i leader, i governi, i regimi quando seminano la diffidenza e l'ostilita tra i popoli.

Evidensiato che il crimine più feroce, disueano é il GENOCIDIO, perché ha come scopo non solo il massacro delle persone, ma anche l'eliminazione del patrimonia genetico di un popolo, di un'intera cultura, é quosto un crimino control L'umanit, la natura, il futuro.

Riconosciuto che la Turchia, per entrare nella Comunità Europea, dovrà liberarsi del fardello costituito del genocidio del Popolo Armeno così liberarsi como ha fatto la Germonia che, riconoscondo l'Olocusto Ebraico, si è liberata da un insopportabile pesso morale. Il riconoscimento del Genocidio degli Armeni servirable sia al popolo turco che a quallo armeno: è ugualmente duro sia vivere come vittima che come colpavole.

Preso, atto che il ricoroscimento del Genocidio aiuterebbe a risolvere molti problemi nella Regione del Caucaso che, essondo l'inarocio di molti interessi politici, ecoromici e religiosi, rappresenta una delle a one più a rischio per la pace mondiale.

Riconosciuto neccessario che l'opinione pubblica mondiale intevenga esprimendosi a favore della giustizia per quanto è avvenato al Popolo Armeno, così come ha fatto verso l'Olocausto Ebraico.

Rivolge un appello alle autorita del mondo politico italiano chiendendo il riconoscimento ufficiale degli Armeni del 1915, così come hummo già fatti diversi altri paesi (Argentina, Gracia, Cipro, Russia, Uruguay, Libano, il Senato od il Congresso degli Stati l'niti) ed organizzazioni internazionali (sottocommissione per I Diritti Umani dell'O.N.U., il Tribunale permanente dei Popoli, l'Assemblea Mondiale del Consiglio della Chiesa), ed il Parlamento Europeo che già nel 1987 ha dichiarato: "Durante la Prima Guerra Mondiale i massacri perpetrati dalla Turchia costituiscono crimini riconosciuti dall'O.N.U. come GENOCIDIO. La Turchia è obbligata a riconoccere tale genocidio e le sue conseguenze".

Ricorda la sensibilità del popolo italiano che si è sempre attivato per fornire assistenza ai popoli in difficoltà: un esempio è stata l solidarietà espressa nell'assistere l'Armenia in seguito al Terremoto del 1988.

Concierma l'attività delle parole di Giacomo Guerrini, Console Generale d'Italia in Trebisona nel 1915: "La Guestione Armenia non è morte. Anzi, essa risorge e si mantiene viva, perchè la giuatizia internazionale, anche se in ritordo, ho fede che finirà per imporsi... Spefo che l'auspicato avvenimento.... Si realizzerà, e lo suguro di gran cuore; come spero e auguro cher a ciò possa contribuire principalmente l'Itlia....".

Auspica che gli strumenti democratici della Republica Italiana concorrano a rendere giustizia al Popolo Armeno:

IL CONSIGLIO COMUNALE

Udito quanto sin qui esposto;

Ritento il testo del documento condivisible;

Considerato che non si rundoro necessari I pareri tecnico e contabile, data la natura dell' atto; Visto il vigente Regolamento per il funcionamento to del Consiglio Comunale.

DELIBERA

1. di approvare il testo del documento di solidarietà per il popolo Armeno, come soprariportato;

2. di tranmettere copia della presente deliberazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Esteri, ed all' ANCI Veneto.

Con voti favorevoli n. 11
Contrari 0
Astenati 4 (Cailotto, Matioli, Fraccaroli, Accordi)
Presenti n. 14 Consiglieri e Sindaco
Votanti n. 10 Consigliere e Sindaco, resi nelle forme di leggo, la proposta risulta approvate.